La 61ª Biennale d’Arte di Venezia è stata concepita da Koyo Kouoh con il titolo In Minor Keys (In chiave minore). L’espressione proviene dal linguaggio musicale e rimanda alle tonalità minori,
tradizionalmente associate a registri più intimi, introspettivi ed emotivi. Non si tratta però di una scelta nostalgica o malinconica, bensì della volontà di privilegiare ciò che agisce in profondità:
le emozioni, le memorie, le fragilità, le relazioni e quelle forme di conoscenza che sfuggono alla retorica del potere e dello spettacolo